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Google Suggest scalda i seo-bloggers :)

Solo un paio di giorni fa ho affrontato l’argomento della “promozione” di Google Suggest da servizio beta a standard, e segnalando che da almeno un anno Yahoo! aveva inserito funzionalità simili nella propria interfaccia di ricerca standard passando (quasi) inosservato.

Trattandosi di Google però non potevamo aspettarci che la notizia passasse in sordina e infatti il dibattito imperversa su forum blog e siti di tutti generi sollecitando la fantasia dei SEO.

C’è chi si lamenta perchè non potrà più sfruttare gli errori di battitura , chi parla di morte della Long Tail e chi teme le conseguenze sull'”online reputation” di aziende ed individui.

L’ennesima dimostrazione che siamo Google Dipendenti e che un battito di farfalla a Mountain View può generare un uragano nel resto del mondo :)

Francamente credo che si stia esagerando, cosa sarà mai questa novità? Al massimo avremo in rete qualche navigatore più attento nella scelta dei termini e una long tail meno dispersiva.

Fatevi la vostra opinione, ecco la sarabanda di interventi che questa notiza ha generato

In inglese

… e in Italiano

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Un BOSS per tutti

In Yahoo! sono generosi: dopo aver apparentemente aperto ai propri avversari più prossimi la strada del monopolio, avendo rifiutato l’offerta di Microsoft, ora si lanciano in una nuova avventura all’insegna della beneficenza.

BOSS è l’acronimo di Build your Own Search Service, ed è il servizio che mette a disposizione in forma gratuita le API di Yahoo! per la ricerca praticamente senza limitazioni: nessun limite di query giornaliere (prima erano 5000), possibilità di modificare l’ordinamento dei risultati (prima non era posibile) e così via. Sembra insomma che Yahoo! voglia moltiplicare i competitor sul mercato, foraggiando gratuitamente nuovi portali e servizi web. Tanto più che non sarà neppure obbligatorio inserire un’etichetta “powered by Yahoo!”, come avviene oggi.

Qualcuno dovrebbe suggerire a Yang e soci che forse non è esattamente questa la strada verso il pluralismo che tutti vorrebbero venisse intrapresa.

Se volete provare voi la scalata all’impero di Google con gli strumenti di Yahoo! (ammesso che sia possibile), il sito da visitare è questo.

g come favicon

Da un po’ di tempo a questa parte, visitando http://www.google.it, forse con la coda dell’occhio vi siete accorti di un cambiamento: la nuova favicon di big G. Una small g.

La favicon, l’iconcina che appare di fianco alla url nella barra degli indirizzi del browser, appare anche quando si visualizza l’elenco dei preferiti, e ha una forte connotazione di brand. In questo senso anche una piccola mossa come quella di Google può avere un senso più profondo.

L’immagine precedente, una G maiuscola in un riquadro multicolore, aveva poco di metaforico. La nuova favicon invece, che in prima battuta può sembrare più insignificante, racchiude in sé un’idea più suggestiva. Abituati a usare le emoticon, infatti, dovrebbe riuscirci facile “ribaltare” di 90 gradi verso destra la piccola lettera blu.

Che cosa ci appare? Il simbolo matematico di infinito. E chi conosce la storia del motore di Mountain View sa che un googol (10100) è una buona approssimazione di infinito.

Tutto questo potrebbe voler significare che Google è ben conscio di stare diventando onnipresente, oppure che il concetto di infinito va associato a quella Universal Search, nome pomposo con cui ci accostiamo a una nuova ricerca crossmediale.

E attenzione: il font usato non rientrerà nei canoni del web 2.0, ma solo con questo (leggi: solo con Google) il risultato è “infinito”

Microsoft annuncia adCenter Desktop Beta

Giusto perché in Microsoft amano essere pionieri e non rincorrere, scopro oggi che è stata recentemente rilasciata una versione beta di adCenter Desktop, un tool freeware che permette di gestire offline i propri account Microsoft adCenter.

Diciamolo subito, non crediate che lo strumento in questione permetta chissà quali numeri da circo con keyword e annunci: scorrendo le features, non appare nulla di rivoluzionario o mai visto altrove.

Qualche esempio?

  • Navigazione tra gli account
  • Modifica multipla di bid, url, ecc.
  • Creazione di annunci di testo
  • Notifica di errori prima dell’upload delle campagne modificate

Se vi ricorda molto uno strumento messo a disposizione da un concorrente di Microsoft il cui nome comincia per G, tranquilli: non siete soli.

E io che credevo che per superare un concorrente si dovesse o cercare un percorso diverso, o quantomeno correre più velocemente…

Colletta dei SEO per Microsoft: caro Bill comprati Yahoo!

Sono convinto che se Microsoft volesse fare un’importante operazione di branding e di miglioramento della propria immagine pubblica non dovrebbe fare altro che concludere questa benedetta Telenovela sull’acquisto di Yahoo e compiere i primi passi concreti per diventare finalmente un concorrente credibile di Google.

Di sicuro riscuoterebbe la simpatia di tutti i SEO del Mondo.

Google sta spadroneggiando e chi fa il nostro lavoro, in questi giorni di penalizzazioni al limite dell’incomprensibile se ne sta accorgendo: certe cose proprio non si spiegano: le Google Quality Guidelines sono “mobili” ed è difficile capire se qualcosa è lecito oppure se sia diventato improvvisamente “eccessivo” agli occhi di Google.

Il Google monopolista indiscusso può permettersi di essere ambiguo e colpire tutto ciò che ritiene “eccessivo”, è quanto sta accadendo in questi giorni con la penalizzazione delle attività di incremento della link popularity.

Ad una lettura approfondita di quel che secondo le linee guida potrebbe essere illecito, viene da pensare che l’unico modo giusto di fare SEO sia…rinunciare a fare SEO, Google ci vorrebbe trasformati in piccoli copywriter mansueti, pronti a

  • sfornare “contenuti di qualità” a ripetizione
  • fare tanto tanto pay per click
  • correre come pazzi tra un BarCamp e l’altro per fare pubbliche relazioni e sperare in qualche link spontaneo.

L’idea provocatoria

In questa situazione chi di noi non accoglierebbe con favore una fusione tra MSN/Live e Yahoo e la nascita di un vero competitor?

Perchè non far sentire la nostra solidarietà e il nostro incitamento a Microsoft (un tempo grande Satana e ora pavido agnellino rispetto a Google?).

L’idea di una petizione e di una colletta potrà sembrare solo bizzarra e provocatoria…ma non sto scherzando più di tanto, e se qualcuno se la sente di raccogliere l’invito sono qui :D

Ranking e Fattore Umano

Un interessante post su Search Engine Land fa un excursus sull’evoluzione dei fattori che con il passare degli anni hanno influito sul posizionamento di un sito all’interno dei risultati dei motori di ricerca, mettendo in evidenza come il fattore umano diretto (quality raters) e indiretto (user generated attraverso social bookmarking & affini) avrà un ruolo sempre più importante nella determinazione della qualità dei risultati.

Da leggere: Search 4.0: Putting Humans Back In Search

Fare causa a Google per 49 milioni di €

Google fattura centinaia di milioni di dollari, Google spende e a volte sperpera (apparentemente) in progetti dal futuro dubbio, le campagne Adwords diventano sempre più dispendiose e Google è decisamente un monopolista (anche se in molti sentendo questo termine pensano ancora a Microsoft) tanto da cominciare ad alienarsi le simpatie degli addetti ai lavori.

Data la situazione fare causa a Google per milioni di dollari potrebbe non risultare un’idea peregrina (chi lo sa che la gallina dalle uova d’oro non sganci qualcosina?), infatti sempre più spesso capita di sentire che per un motivo o per l’altro qualcuno intenti un procedimento per danni nei confronti del colosso apparentemente inattaccabile.

L’ultima notizia in proposito riguarda un gruppo editoriale belga che chiede 49 milioni di Euro in quanto Google avrebbe esposto nei risultati delle proprie ricerche dei contenuti per soli abbonati.

Mi riesce difficile prendere le parti di Google ma dinanzi all’ignoranza non possiamo che stare dalla parte del buon senso e di chi comprende come funziona il WEB: se i webmaster che hanno realizzato il sito WEB (ricordiamo che WEB=Internet=pubblico) non sono riusciti a mettere al riparo dallo spider i contenuti, che teoricamente dovevano essere ad accesso riservato, non sarebbe meglio per l’editore farsi rimborsare i danni da loro?

Fonte: Pc World

Google entrerà nel mondo Travel?

Così sembrerebbe, almeno da quanto riporta BusinessWeek, non sono ancora chiari i tempi ed i modi ma sicuramente i viaggi di Google saranno fatti di Video, Mappe e tutte le diavolerie a cui ultimamente ci ha abituato.

Che dire? Per uno che con il turismo ci mangia la cosa è preoccupante, di sicuro quello di Google non sarà un ingresso in “punta di piedi”. Credo che le considerazioni più significative sulla notizia siano quelle che possiamo reperire nei commenti all’articolo di BusinessWeek, ed in particolare uno

“I liked this article but…don’t you think that Google simply shouldn’t be allowed by law to enter directly in such businesses. It is unfair competition and Google is doing this already in some areas.
The question is: are journalists aware of this issue? Is there any talk on regulate this? I see that there is so much attention on Microsoft (evil capitalist) but none on Google (friendly computer geeks).
regards”

In effetti molti sembrano così occupati a prendersela con Microsoft che sembrano essersi dimenticati dello strapotere di Google, che incrementa ogni giorno…

Google Analytics e il Tracking degli eventi client

Un nuovo articolo su http://www.online-marketing.it prende in considerazione le difficoltà di chi voglia tracciare le “conversioni” (azioni utili) dei navigatori nei siti che utilizzano tecnologie come Flash e Ajax, che notoriamente rendono difficile l’analisi del comportamento degli utenti.

Vengono presi in considerazione gli strumenti che Google Analytics mette a disposizione per il tracciamento degli eventi lato client, come il click del mouse su un bottone Flash o su un link che innesca un’azione Ajax.
Sembrano passati secoli da quando l’unico dato che si guardava nelle statistiche erano le pageviews, tanto che ultimamente i temi correlati alla web analytics sta letteralmente appassionando SEO e SEM specialists.

Online Brand Reputation Management e Assicurazioni

Ogni giorno centinaia di migliaia di navigatori si riversano in rete alla ricerca di informazioni su prodotti e servizi, dando (purtroppo o per fortuna) la massima fiducia alle recensioni e alle opinioni reperibili nel WEB.

Chi sei tu per ignorare questo aspetto e la forza devastante che può avere sulla tua reputazione online e offline?

Probabilmente una compagnia di assicurazioni, provare per credere:

cercate in Google, in ciao.it o su una delle tante community online pareri su Generali, Alleanza Assicurazioni, INA Assitalia e il 99,9% degli altri grandi marchi, troverete aggettivi che vanno facilmente dal “ladro” al “farabutto”, passando dal “predone”.

Quasi sempre i pareri negativi riguardano i promotori che, si sa, di questi tempo devono pur portare a casa la pagnotta…ma di sicuro il danno più grosso lo riceve la compagnia. Per fortuna “mal comune, mezzo gaudio” :)

E’ possibile reagire in molti modi ma sembra che al momento ci troviamo ancora nella fase precedente alla presa di coscienza del problema.

Superata questa fase c’è SERPH un motore di ricerca dedicato al buzz in rete, se qualcuno l’ha provato attendo commenti…è veramente “real time”?