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Tenersi lontani dall’Infinity Space

In questi giorni di lavoro intenso ho dovuto mio malgrado trascurare il blog ma ho continuato a documentarmi intensamente: purtroppo infatti, in epoca di penalizzazioni facili, nessun SEO che si rispetti può permettersi di non restare al passo con le 1001 novità partorite da Google.

Una delle notizie più interessanti delle ultime settimane riguarda l’introduzione nel Google Webmaster Tools di un nuovo tipo di notifca, relativo alla presenza eccessiva di link inutili in una pagina WEB.

Per link inutili intendiamo link a pagine dall’url sempre diverso che portano a contenuti scarsi o sempre uguali, in questi casi lo spider si trova in una situazione di “super-lavoro” senza che a questo corrisponda l’effettiva raccolta di contenuti.

Questa eventualità, apparentemente poco comune, può verificarsi più spesso di quanto si possa pensare: ad esempio quando un calendario online presenta il classico link “mese successivo”.

In questi casi la “difesa” più comunque da parte dello spider è quella di ignorare gran parte del sito, scansionandolo con minore frequenza e scendendo meno in profondità.

Personalmente evito questi problemi effettuando il classico “navigation shaping” attraverso l’uso di nofollow o di javascript per questo tipo di link, ma di sicuro il fatto che questo problema ora venga segnalato da Google stesso è un grosso favore a SEO e Webmaster (esperti e meno esperti).

Per una descrizione più accurata del problema e delle sue implicazioni invito a leggere questi due articoli

http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/08/to-infinity-and-beyond-no.html

http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=76401

Google Suggest scalda i seo-bloggers :)

Solo un paio di giorni fa ho affrontato l’argomento della “promozione” di Google Suggest da servizio beta a standard, e segnalando che da almeno un anno Yahoo! aveva inserito funzionalità simili nella propria interfaccia di ricerca standard passando (quasi) inosservato.

Trattandosi di Google però non potevamo aspettarci che la notizia passasse in sordina e infatti il dibattito imperversa su forum blog e siti di tutti generi sollecitando la fantasia dei SEO.

C’è chi si lamenta perchè non potrà più sfruttare gli errori di battitura , chi parla di morte della Long Tail e chi teme le conseguenze sull'”online reputation” di aziende ed individui.

L’ennesima dimostrazione che siamo Google Dipendenti e che un battito di farfalla a Mountain View può generare un uragano nel resto del mondo :)

Francamente credo che si stia esagerando, cosa sarà mai questa novità? Al massimo avremo in rete qualche navigatore più attento nella scelta dei termini e una long tail meno dispersiva.

Fatevi la vostra opinione, ecco la sarabanda di interventi che questa notiza ha generato

In inglese

… e in Italiano

Google imita Yahoo Search Assist?

Non proprio, anzi semmai è il contrario, ma andiamo con ordine:

  • poco fa, mentre stavo effettuando una ricerca su Google.com in English, mi sono accorto che magicamente nella textbox comparivano suggerimenti sulle possibili ricerche.
  • Yahoo ha implementato più di un anno fa una funzionalità simile nella propria interfaccia standard per la ricerca, si chiama Yahoo Search Assist
  • Yahoo Search Assist in realtà era molto simile al già noto Google Suggest , progetto sperimentale in Google Labs.
  • Da ieri Google Suggest ha terminato la “gavetta” ed è diventato funzionalità standard (per ora solo di Google.com in English) e il cerchio si chiude :)

Nessuna rivoluzione, non trovo questa funzionalità particolarmente utile, ma sembra che abbia lo scopo primario di evitare errori di battitura, limitare le request inutili ai server Google e rendere l’esperienza di ricerca più fluida e rapida.

Insomma se Yahoo e Google hanno dedicato del tempo a questa cosa, una qualche utilità ci sarà…cosa ne pensate?

[EDIT]

Aggiornamento: ho trovato conferma della novità su SE Round Table

Google Suggest Becomes Search Default

Un BOSS per tutti

In Yahoo! sono generosi: dopo aver apparentemente aperto ai propri avversari più prossimi la strada del monopolio, avendo rifiutato l’offerta di Microsoft, ora si lanciano in una nuova avventura all’insegna della beneficenza.

BOSS è l’acronimo di Build your Own Search Service, ed è il servizio che mette a disposizione in forma gratuita le API di Yahoo! per la ricerca praticamente senza limitazioni: nessun limite di query giornaliere (prima erano 5000), possibilità di modificare l’ordinamento dei risultati (prima non era posibile) e così via. Sembra insomma che Yahoo! voglia moltiplicare i competitor sul mercato, foraggiando gratuitamente nuovi portali e servizi web. Tanto più che non sarà neppure obbligatorio inserire un’etichetta “powered by Yahoo!”, come avviene oggi.

Qualcuno dovrebbe suggerire a Yang e soci che forse non è esattamente questa la strada verso il pluralismo che tutti vorrebbero venisse intrapresa.

Se volete provare voi la scalata all’impero di Google con gli strumenti di Yahoo! (ammesso che sia possibile), il sito da visitare è questo.

Seconda Google Live Webmaster Chat, resoconto (2/2)

Rieccoci con la seconda parte del resoconto sull’appuntamento che ha visto Google a confronto con addetti ai lavori e appassionati: la Google Live Webmaster Chat.

Altre domande e risposte tradotte per voi: :)

D: Google fa differenza tra ricerche in caratteri minuscoli e ricerche con le maiuscole al posto giusto?
R: Potremmo farlo se riteniamo che sia rilevante nel termine di ricerca.

D: Se ci sono keyword sotto forma di commenti nel codice, Google lo etichetterà come spam?
R: Il codice commentato è ignorato dai robot, quindi non serve a nulla.

D: […] Gestisco un sito multinazionale che supporta 12 lingue. Stiamo implementando il geotargeting di modo che gli utenti vengano redirezionati verso la lingua appropriata sulla base del loro Paese. […]
R: Ti consiglierei di non redirigere gli utenti sulla base della loro posizione. Potrebbe essere una cattiva user experience. E’ meglio permettere a un utente di scegliere la propria versiona sulla base delle proprie ricerche.

D: GoogleBot preferisce nomi di file e directory lunghi o corti?
R: Google non ha preferenze, ma solitamente i nomi brevi sono preferiti dagli utenti per questioni di usabilità.

D: Dopo che un sito che era stato hackerato al fine di mostrare del codice “furbo” viene ripulito, basta inviare una “reconsideration request” attraverso i webmaster tools?
R: Corretto.

D: Cosa succede se un url è in inglese metre il contenuto della pagina è in spagnolo, su dominio .com.mx? Sarebbe meglio usare lo spagnolo nel percorso?
R: E’ sempre meglio mantenere gli url in modo che gli utenti sappiano di cosa tratta la pagina.

D: Esiste un generatore di sitemap in xml raccomandato da Google? O è meglio costruirla a mano?
R: Abbiamo un generatore di sitemap in python se ti è familiare l’esecuzione da riga di comando. In alternativa, poi trovare altre opzioni qui.

D: Qualcosa sulla forza di DMOZ?
R: Se riesci ad ottenere un link su DMOZ è sempre utile, ma non c’è nessuna “spinta DMOZ” speciale o qualcosa di simile.

Questo un sunto di quello che si è detto. Come ho scritto nel precedente post, trovate i contenuti completi della chat (in inglese) su SeoRoundTable.

Inutile ribadire che spesso le risposte di Google sono state elusive, altre volte allusive: mi riferisco alla costruzone di pagine orientate agli utenti, più che ai motori. Google spinge perché si lavori così, proprio perché anche lui sta andando in quella direzione.

Ci vediamo là :)

Seconda Google Live Webmaster Chat, resoconto (1/2)

La settimana scorsa ho partecipato alla chat indetta da Google per fare il punto della situazione assieme agli addetti ai lavori, webmaster e SEO di tutto il globo. Domande e risposte si sono susseguite a ritmo serrato, alcuni temi triti e ritriti, altre piccole grandi novità.

Prime due considerazioni, esterne ai contenuti dell’evento:

    1. Ampia partecipazione di SEO dall’Est del mondo, in particolare India, segno che il terziario avanzato non è più terreno di esclusiva occidentale;
    2. Solita, palpabile, a tratti irritante “diplomazia” di Matt Cutts e soci nell’affrontare certi argomenti notoriamente spinosi.

      Venendo alla sostanza della chat, riporto alcuni interventi interessanti, traducendo velocemente la trascrizione che potete leggere in forma integrale su SeoRoundTable:

      D: Conteggiate i link provenienti da documenti indicizzati su Google Academic o Google Books?
      R: Non credo che al momento teniamo conto dei backlink dalle pubblicazioni su Google Scholar a meno che non siano già state trovate e indicizzate come pagine web normali

      D: C’è un limite al numero di redirect 301 utilizzabili per indirizzare le pagine di un sito alle corrispondenti di un altro?
      R: No, non c’è un limite al numero di 301, quindi puoi indirizzare 100K pagine verso altre 100K. Tuttavia, se incontriamo un catena di redirect molto lunga, potremmo decidere di smettere di seguirla.

      D: In un sito costruito con i CSS, il crawler considera il loro contenuto o li scarta a favore dell’HTML?
      R: Tipicamente non ci dedichiamo al contenuto dei CSS, ma in un numero limitato di circostanze potremmo farlo (ad esempio per cercare testo nascosto)

      D: Quanto influiscono le citazioni nella rilevazione di contenuto duplicato?
      R: Farei attenzione a non citare un intero articolo senza aggiungere del contenuto originale (questo è essenzialmente scraping), ma le citazioni usuali vanno bene e non arrecano alcun danno.

      D: Ogni quanto viene aggiornato il PR di un sito?
      R: Tipicamente ogni 3-4 mesi.

      D: Impostando il tag noindex ed effettuando un redirect 301 verso un altro dominio, quest’ultimo continua a non essere indicizzato?
      R: No, quindi un webmaster non può fare escludere il tuo sito dall’indice con questo metodo.

      To be continued…

      Microsoft: yes, we can!

      Noncuranti dello schiaffone ricevuto dal board di Yahoo, che ha sostianzialmente giudicato l’ultima offerta ricevuta una proposta da pezzenti, e proni anche di fronte al colossale accordo in via di definizione tra la stessa Yahoo e i cugini di Google, la cricca di Microsoft ha deciso di farsi le cose in casa: è infatti previsto un rilancio di LiveSearch, che finora è sempre stata un po’ dead, a partire da un “search technology center” che sarà piazzato da qualche parte in Europa.

      Dopo la recente acquisizione di Fast Search, l’azienda di Redmond ha pianificato di ampliare la distribuzione dei propri centri di ricerca anche al Vecchio Continente, dopo aver inaugurato una sede in Cina nel 2005.

      Se questo sia il primo passo verso una lunga e faticosa rimonta, non è dato di sapere: il mercato del search resta per ora saldamente in mano di Page e Brin, ma non sono pochi quelli che si augurano un futuro meno condizionato da monopolisti (anche se parlare di Microsoft come anti-monopolista fa un po’ strano…).

      O potrebbe essere che in Microsoft, dopo le ultime batoste, non possano che fare di necessità virtù?

      g come favicon

      Da un po’ di tempo a questa parte, visitando http://www.google.it, forse con la coda dell’occhio vi siete accorti di un cambiamento: la nuova favicon di big G. Una small g.

      La favicon, l’iconcina che appare di fianco alla url nella barra degli indirizzi del browser, appare anche quando si visualizza l’elenco dei preferiti, e ha una forte connotazione di brand. In questo senso anche una piccola mossa come quella di Google può avere un senso più profondo.

      L’immagine precedente, una G maiuscola in un riquadro multicolore, aveva poco di metaforico. La nuova favicon invece, che in prima battuta può sembrare più insignificante, racchiude in sé un’idea più suggestiva. Abituati a usare le emoticon, infatti, dovrebbe riuscirci facile “ribaltare” di 90 gradi verso destra la piccola lettera blu.

      Che cosa ci appare? Il simbolo matematico di infinito. E chi conosce la storia del motore di Mountain View sa che un googol (10100) è una buona approssimazione di infinito.

      Tutto questo potrebbe voler significare che Google è ben conscio di stare diventando onnipresente, oppure che il concetto di infinito va associato a quella Universal Search, nome pomposo con cui ci accostiamo a una nuova ricerca crossmediale.

      E attenzione: il font usato non rientrerà nei canoni del web 2.0, ma solo con questo (leggi: solo con Google) il risultato è “infinito”